Il sistema più moderno per ricavare energia dal sole è quello utilizzato nelle centrali "a concentrazione". Si tratta della versione termodinamica dell’energia solare, da non confondere con quella fotovoltaica, che invece sfrutta l’emissione di corrente elettrica direttamente dai semiconduttori illuminati. «In Spagna e in alcune zone degli Usa – spiega Andrea Mameli, del Crs4, il Centro di ricerca operante alle porte di Cagliari – la centrale solare termodinamica è divenuta sinonimo di affidabilità e di alto rendimento. In un bilancio non solo economico, ma che tenga anche conto dell’impatto su ambiente e salute, lo sfruttamento del calore del sole, fonte rinnovabile per eccellenza, si rivela assolutamente competitivo».Il costo del solare termodinamico a kilowattora si aggira oggi intorno ai 10 centesimi, ma secondo gli studi di settore scenderà a 6 entro il 2020. Altro vantaggio importante risiede nella capacità di accumulo, garantita dal liquido caldo.
In Italia sono sorti alcuni prototipi sperimentali, ma la notizia importante (di cui ci siamo diffusamente occupati nel precedente numero di Sardegna industriale) è che, tra alcuni mesi, anche la Sardegna potrà disporre di un “dimostratore”, finanziato al 50% dal ministero dell’Università e della Ricerca. «L’impianto – spiega Bruno D’Aguanno, capo dipartimento Energia del Crs4 – ci consentirà di dimostrare la fattibilità della produzione, efficiente, pulita e competitiva, di energia elettrica a partire dalla fonte energetica solare. Sarà costituito da due serie di collettori a concentrazione parabolica lineare e, attraverso la gestione termodinamica ad alta temperatura (550° C), l’energia solare potrà esser raccolta e convogliata verso impianti che ne consentiranno la trasformazione in energia elettrica». Il "dimostratore" sarà realizzato a Macchiareddu, grazie alla collaborazione tra Crs4 e Università di Cagliari, Rtm spa, Sapio spa e Sardegna Ricerche.