Blog del Programma Energie Rinnovabili del CRS4

lunedì 18 febbraio 2008

Il sogno di governare il sole

Il sogno di governare il sole
Il sogno di governare il sole (Andrea Mameli, L'Unione Sarda (inserto cultura e scienza, 9 febbraio 2008, pag. 29)
Sarà accesa a metà marzo a Olimpia, la città greca dove nel 776 avanti Cristo nacquero i Giochi, poi attraverserà il pianeta, fino a giungere a Pechino l'8 agosto. La fiamma sacra delle ventinovesime olimpiadi dell'era moderna verrà posta nel fuoco ottico di uno specchio parabolico di bronzo e, come racconta Plutarco, la sacerdotessa dovrà pronunciare la formula: "Apollo, re del sole e dell'idea di luce, manda i tuoi raggi e accendi la sacra torcia".
L’uso degli specchi ustori (d’argento) era noto anche agli Inca, in Perù, in occasione della danza del Sole che si celebrava il 21 giugno (solstizio estivo) e il 21 dicembre (solstizio invernale).
Attualmente, in luoghi non raggiunti da reti elettriche o del gas, nei quali scarseggia ogni tipo di combustibile, sta diventando sempre più normale vedere all’opera le cucine solari: generalmente si tratta di dischi parabolici leggeri e smontabili, a volte semplicemente di parabole satellitari ricoperte di specchi, che permettono la cottura di cibi, l’ebollizione di acqua (anche per la sua potabilizzazione) e la preparazione di arrosti, decisamente a costo zero. E senza inquinare.
Ma il sogno di governare il sole, per ricavarne energia, si realizza in misura sempre maggiore con le centrali a concentrazione. È la versione termodinamica dell’energia solare, da non confondere con quella fotovoltaica che invece sfrutta l’emissione di corrente elettrica direttamente dai semiconduttori illuminati. In Spagna e in alcune zone degli Usa la centrale solare termodinamica è divenuta sinonimo di affidabilità e di alto rendimento: in un bilancio non solo economico (tenendo quindi conto dell’impatto diretto e indiretto nei confronti dell’ambiente e della salute) lo sfruttamento del calore del sole, fonte rinnovabile per eccellenza, si rivela assolutamente competitivo. Il costo del solare termodinamico a kilowattora oggi si aggira intorno ai 10 centesimi, e secondo la IEA (agenzia internazionale per l’energia) scenderà a 6 entro il 2020. Altro vantaggio importante è la capacità di accumulo, garantita dal liquido caldo.
Anche in Italia stanno sorgendo alcuni impianti e la Sardegna tra pochi mesi avrà un dimostratore, finanziato al 50% dal Ministero dell’Università e della Ricerca, costituito da collettori a concentrazione parabolica lineare. Lo costruirà a Macchiareddu il Crs4, in collaborazione con Università di Cagliari, Rtm Spa, Sapio Spa e Sardegna Ricerche. Il progetto è volto a dimostrare la fattibilità della produzione, efficiente, pulita e competitiva, di energia elettrica a partire dalla fonte energetica solare, attraverso la gestione termodinamica a alta temperatura (550 °C) dell'energia solare raccolta, concentrata e immagazzinata.
Sempre dal Crs4, ma con l’obiettivo di commercializzare impianti di piccola taglia, è nata una società spin-off: denominata Elianto, la quale utilizza un sistema di raccolta della radiazione solare basato sugli specchi di Fresnel: un sistema di specchi riflettori concentra la radiazione solare verso un ricevitore fisso, a sua volta costituito da uno specchio riflettente secondario che concentra i raggi incidenti verso un tubo. All'interno del tubo scorre un olio, che raggiunge la temperatura di 300 °C, sufficiente ad alimentare un turbogeneratore per la produzione elettrica.
Si tratta di esperienze di ricerca e sviluppo di rilievo internazionale, alle quali va sommata la creazione in Sardegna del Centro di Competenza sulle energie rinnovabili, che l’anno scorso fruttò alla Regione Autonoma della Sardegna il Premio "Regionando 2007: Le Regioni per Kyoto 2012" promosso dal Forum PA e dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.

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