Blog del Programma Energie Rinnovabili del CRS4

mercoledì 22 luglio 2009

Elio come fonte primaria (Almanacco di Cagliari 2005)

Un'equipe del CRS4 sta portando avanti il progetto Faro grazie al quale nel prossimo futuro la Sardegna potrà produrre energia pulita e rinnovabile.
Di Daniela Salis

crs4 solare termodinamico 2005




crs4 solare termodinamico 2005


crs4 solare termodinamico 2005

domenica 12 luglio 2009

Lavorare nelle energie rinnovabili (my-green 12 luglio 2009)

Lavorare nelle energie rinnovabili (my-green 12 luglio 2009)
Lavorare nelle Energie Rinnovabili

Intervista ad Alberto Varone del CRS4, di Roberto Deidda
Si parla tanto di lavori “green”, di nuove occasioni professionali che sta offrendo il settore delle energie rinnovabili. Numeri importanti, destinati a crescere nel prossimo futuro. Per capire meglio il polso della situazione MY-GREEN è andato a fare qualche domanda a chi, nel settore delle rinnovabili, ci lavora. Alberto Varone di CRS4 di Pula (CA), responsabile del Progetto ESTATE (Energia Solare Termodinamica ad Alta Temperatura) che ci dà l’occasione per parlare della radiazione solare concentrata
Dove lavori, per quale azienda?
Lavoro al CRS4, Centro di ricerca e studi superiori in Sardegna, localizzato nel parco scientifico della Sardegna, POLARIS, presso Pula sulla costa sud-occidentale della Sardegna.
Su quale progetto stai lavorando?
Sono responsabile per il CRS4 del Progetto ESTATE (Energia Solare Termodinamica ad Alta Temperatura) Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca: DM23161 del 16/05/2005. E’ un Progetto di Ricerca denominato “Laboratorio pubblico-privato per lo sviluppo di tecnologie per l’energia solare termica ad alta temperatura” al quale partecipano oltre al CRS4 l’Università di Cagliari, la RTM SpA, la SAPIO produzione ossigeno SRL e Sardegna Ricerche.
Ci spieghi in sintesi l'idea del progetto?
La produzione di energia elettrica tramite l’utilizzo della radiazione solare concentrata (CSP Concentrating Solar Power) dopo anni di sperimentazione, iniziata in California a metà degli anni ottanta ed in seguito in Spagna, è diventata una realtà commerciale negli ultimi anni. Diverse centrali solari a concentrazione sono state realizzate nel sud ovest degli Stati Uniti e nel sud della Spagna. La tecnologia sfrutta la possibilità di concentrare la radiazione solare tramite specchi, in questo caso di forma parabolica lineare (trough) in modo tale da poter innalzare la temperatura del fluido operativo (HTF High Thermal Fluid) sino ai 500-600 °C. I vantaggi di questa tecnologia risiedono nel fatto che il fluido ad alta temperatura può essere utilizzato nelle turbine ad alta efficienza tipiche delle centrali convenzionali (gas, olio combustibile, etc..). Il secondo grande vantaggio consiste nel fatto che parte del fluido termovettore prodotto dal campo solare può essere accumulato per un utilizzo disaccoppiato dalla presenza della radiazione solare. In questo modo le centrali CSP possono produrre energia elettrica anche in assenza di radiazione solare (condizioni avverse, nott, etc..). Il progetto nasce nel 2005 da una idea del Prof. Carlo Rubbia a quel tempo presidente del CRS4. In poche parole l’idea del progetto consiste nel fatto di poter utilizzare nuovi fluidi termo vettori gassosi in sostituzione di quelli attualmente utilizzati nelle centrali CSP (olio combustibile e sali fusi). In questo modo si potrebbe innalzare la temperatura operativa degli impianti con un conseguente aumento dell’efficienza globale del sistema con un conseguente abbattimento dei costi. La diminuzione dei costi avverrebbe inoltre sfruttando un sistema di accumulo dell’energia i cui volumi ed i costi dei materiali sarebbero fortemente ridotti rispetto a quelli attualmente utilizzati.
Perché non sei andato all’estero, c’è richiesta di lavoro in Italia nelle energie rinnovabili?
La realizzazione in Sardegna del Laboratorio, con le sue specifiche attività di ricerca, sviluppo e di formazione, permetteranno ai partner coinvolti ed alla Regione Sardegna di:
• acquisire un ruolo di eccellenza nell’innovazione e nella gestione delle tecnologie solari termiche;
• creare un punto di riferimento della ricerca aperto al Bacino del Mediterraneo e ai paesi extra-comunitari;
• dare un forte contributo all’attrazione di imprese ad alto tasso innovativo e con interessi nell’utilizzo dei servizi proposti dall’offerta dei Parchi Tecnologici della Sardegna;
• dare un forte contributo alla formazione avanzata in settori
tecnologici ad alto contenuto conoscitivo; Sicuramente paesi come la Germania, gli Stati Uniti o la Spagna offrono maggiori opportunità di lavoro, e salari superiori, legati alle energie rinnovabili in generale ed alla tecnologia CSP in particolare. Il fatto di poter contribuire a far nascere e crescere nella terra in cui sono nato una iniziativa, a mio parere, di alto impatto sulla qualità delle strutture ambientali, economiche e sociali della regione è al momento altamente gratificante.
Quali prospettive future per salvaguardare l'ambiente?
E’ una domanda che richiederebbe una risposta molto articolata.
Cercando di sintetizzare direi che l’azione più importante riguarda una maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica sui temi ambientali. In una società come la nostra, fortemente energivora e consumistica, il ruolo delle singole persone è fondamentale. Una educazione volta ad una presa di coscienza dei singoli individui sul ruolo che possono giocare per un miglioramento della qualità dell’ambiente, e di conseguenza della qualità della vita, è secondo me fondamentale. Una educazione volta ad una maggiore attenzione riguardo ai consumi dei singoli individui, energetici, alimentari, idrici è la base per una società sensibile ai problemi del nostro pianeta.
Il ruolo delle istituzioni, oltre quello di fornire una educazione ambientale adeguata, è quello di favorire in maniera adeguata lo sviluppo di tecnologie, tramite i finanziamenti alla ricerca, e la produzione di energia, tramite incentivi ed agevolazione, da fonti alternative a quelle fossili alle quali è attualmente imputabile la produzione dell’ 80% dell’energia su scala planetaria e che sono destinate ad estinguersi nell’arco di qualche decennio.