Blog del Programma Energie Rinnovabili

lunedì 6 febbraio 2012

Il no a Sorgenia è un no alla tecnologia (Sardinews, febbraio 2012)

Motivazioni risibili dietro una deliberazione priva di requisiti scientifici
di Bruno D'Aguanno

È del 5 gennaio la pubblicazione sul sito della Regione Sardegna di una deliberazione, la 52/41, che, dichiarando la Sardegna inidonea allo sfruttamento dell’energia solare concentrata (Csp) altrimenti nota con il nome di Solare termodinamico a concentrazione, al fine della produzione di energia elettrica a costi competitivi, nega la possibilità per un privato (nella fattispecie) Sorgenia di investire in Sardegna 250 milioni di euro.
La delibera, datata 23 dicembre 2011, scivola su inesattezze, svarioni, invasioni di campo e affermazioni palesemente in contraddizione con quanto afferma da anni la ricerca scientifica del settore, le politiche di investimento in innovazione dell’Ue, i decreti di incentivazione nazionale e le associazioni di categoria. Le motivazioni alla base della negazione appaiono decisamente “non tecniche”, vediamo in che modo. Innanzitutto si afferma che il sito prescelto non è idoneo alla realizzazione dell’impianto poiché l’energia che arriva dal sole in quella località è di 1813 kWh/mq (kilowattora a metro quadro) e quindi inferiore ai circa 2000 caratteristici degli impianti realizzati in zone desertiche. Se questa affermazione venisse utilizzata a livello nazionale ne risulterebbe che l’Italia deve rinunciare alla realizzazione degli impianti Csp per scarsità di sole, che l’impianto Csp a sali fusi Enel-Enea costruito a Priolo, in Sicilia, sarebbe dunque antieconomico, e che la normativa nazionale che incentiva l’energia elettrica prodotta dal Csp sarebbe da rivedere. Inoltre, se accettassimo considerazioni simili per altre tecnologie, dovremmo rifiutare anche il fotovoltaico (Fv), che presenta ancora oggi efficienze minori proprio rispetto al Csp.
Nella deliberazione si parla anche di consumo di territorio. Allora vediamo i numeri: il Csp in Sardegna riesce a produrre energia elettrica alla potenza nominale per circa 3 mila ore all’anno con un’efficienza intorno al 20 per cento, mentre il Fv produce energia elettrica per circa 1500 ore all’anno con efficienze inferiori al 15. Ne consegue che il Csp consuma circa la metà di territorio per unità di energia prodotta rispetto al Fv. E rispetto a un parco eolico il Csp consuma meno della metà di territorio. Eppure in Sardegna gli impianti eolici e fotovoltaici vengono regolarmente autorizzati. La delibera parla anche dei sali fusi, una miscela 60-40 di nitrato di sodio e di potassio, che vengono utilizzati nell’accumulo termico per far funzionare il Csp anche in assenza di sole. Nel documento della Regione si afferma che questi sali sono da considerarsi inquinanti delle falde acquifere poiché solubili in acqua. Evidentemente gli estensori della deliberazione di diniego al solare termodinamico non sono mai andati in un consorzio agrario a comprare concimi per uso agricolo. Se l’avessero fatto avrebbero letto sui sacchi di concime proprio la stessa composizione chimica dei sali fusi del Csp. E infatti la normativa italiana sui sali usati nella tecnologia del Csp, che poi è quella promossa da Carlo Rubbia alla cui creazione ha contribuito anche la Sardegna quando il Nobel per la Fisica è stato presidente del Crs4, specifica la loro assoluta non pericolosità. Appare dunque paradossale osservare che la Regione da un lato impedisce la costruzione di un impianto Csp e contemporaneamente si appresta a impegnare 13 milioni di euro in impianti Csp da realizzare a Ottana, dove l’irraggiamento solare è minore di quello di Macchiareddu, e ulteriori 13 con un bando pubblicato il 12 gennaio 2012: “Avviso pubblico per la presentazione di manifestazioni di interesse da parte di Consorzi industriali e/o Comuni della Sardegna, a realizzare e gestire uno o due impianti a tecnologia solare termodinamica a concentrazione”. In quest’ultimo caso la Regione parla esplicitamente di impianti Csp da realizzare in siti con insolazione di 1500 kWh/mq anno, contro i 2 mila della delibera che si oppone all’impianto Csp targato Sorgenia. Un vero peccato pensare che l’investimento negato avrebbe permesso la realizzazione di un impianto Csp da 55 MWe nella zona industriale di Macchiareddu nella cui fase di realizzazione, della durata di oltre 24 mesi, si stimava un utilizzo di manodopera con punte di 500 uomini/giorno e una media di 200, mentre per la fase di gestione a regime era prevista l’assunzione a tempo indeterminato di oltre 20 unità. Non possiamo tacere il fatto che l’impianto avrebbe contribuito alla nascita di un indotto locale per le attività di manutenzione e di supporto tecnico al suo esercizio.
L’impianto, tecnologicamente innovativo e disegnato, nella fase iniziale, da strutture di ricerca finanziate anche dalla Regione, avrebbe certamente contribuito alla nascita di un polo tecnologico di ricerca focalizzato sullo sviluppo della filiera del solare a concentrazione, con ulteriori importanti ricadute in termini di attrazione industriale. Non si è semplicemente negata la realizzazione di un impianto industriale, si sono negate alla Sardegna reali opportunità di sviluppo nel settore delle energie rinnovabili. E avere energia eco-sostenibile e competitiva è la chiave del mantenimento di quel poco di industria che ancora sopravvive, così come del suo sviluppo. L’abbandono della Sardegna da parte dell’Alcoa di Portovesme è certo una vicenda complessa. Ma una cosa è certa: anch’essa è figlia dell’incapacità dei governi sardi di affrontare con competenza, con assenza di particolarismi, e nell’interesse collettivo, il problema energetico.

Sardinews, febbraio 2012

domenica 15 gennaio 2012

CETRI-TIRES: Solare termodinamico, la Sardegna volta le spalle al futuro

solare termodinamico Macchiareddu Sardegna D'Aguanno
Solare termodinamico, la Sardegna volta le spalle al futuro.
Parla Bruno D'Aguanno, membro del Comitato Scientifico del CETRI-TIRES (Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale, associazione di Professionisti Europei che condividono la visione di un nuovo modello energetico distribuito, interattivo e democratico proposto da Jeremy Rifkin).

La Deliberazione n. 52/41 del 23.12.2011 a firma del Presidente Cappellacci e del Direttore Generale Massidda, che riguarda la valutazione di Impatto Ambientale relativa all’intervento “Impianto solare termodinamico da 55 MWe di Macchiareddu” della Sorgenia S.p.A., esprimendo un parere negativo sulla compatibilità ambientale di detto impianto, pone sul tappeto almeno tre ordini di problemi.

1. Il primo, fondamentalmente inaccettabile, riguarda le circostanziate affermazioni tecniche che portano all'esclusione non solo della Sardegna, ma addirittura di tutto il territorio nazionale, come sede di realizzazione di impianti di solare termodinamico a concentrazione, CSP.

Ci si riferisce alle affermazioni che portano all'esclusione del sito prescelto poiché il suo irraggiamento, DNI, di 1813 kWh/mq anno risulta inferiore ai 2000 kWh/mq anno, a quelle che imputano ai sali fusi dello stoccaggio termico un aspetto di pericolosità ambientale difficilmente mitigabile poiché solubili in acqua, e a quelle relative all'enorme grado di consumo territoriale per kWh prodotto (ndr. comunque inferiore a quello del fotovoltaico).

Se queste affermazioni tecniche fossero calate a livello nazionale ne risulterebbe che l'Italia è una nazione che deve rinunciare alla realizzazione degli impianti CSP per scarsità di sole, che l'impianto CSP a sali fusi già realizzato da Enel-Enea a Priolo è una follia tecnica nonché un grave attentato all'ambiente per il massiccio uso dei sali fusi, così come lo sono anche gli altri impianti in fase di autorizzazione in Sicilia, e che la normativa incentivante sul CSP pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.101 del 30 aprile 2008 è del tutto priva di senso.

Si nota che con queste affermazioni, la RAS sconfessa se stessa poiché sull’Asse III “Energia” del PO FESR 2007-2013 destina ingenti risorse proprio al CSP, e sta impegnando 13 milioni di euro proprio per la realizzazione di sistemi CSP in provincia di Nuoro (sic!).

2. Il secondo ordine di problemi riguarda il pericoloso inserimento, tra i criteri di valutazione di impatto ambientale, dei criteri di redditività impiantistica ed economica di una data intrapresa industriale.

Questi aspetti, di ovvia rilevanza per le organizzazioni territoriali e politiche, nulla hanno invece a che vedere, in senso stretto, con l'impatto ambientale, e il loro inserimento nei criteri di valutazione maschera, attraverso l'utilizzo di uno strumento puramente tecnico, scelte che invece sono di pura attinenza della sfera politica.

3. Il terzo ordine di problemi è invece connesso alle valutazioni sugli aspetti scientifici e tecnici del solare termodinamico a concentrazione espresse, attraverso la delibera, dall'istituzione politica massima della Sardegna, la Giunta Regionale, che qualora ritenesse di rimettere in discussione le scelte del proprio POR su un argomento così importante come quello energetico, rinunciando a ricadute territoriali, sia in termini di nascita di imprese che di crescita occupazione e di instaurazione di uno sviluppo strutturalmente stabile attraverso l'acquisizione di competenze, dovrebbe fare precedere una decisione di merito da audizioni aperte a tutti i soggetti interessati, come le istituzioni scientifiche, le associazioni di categoria e quelli con competenze specifiche nel settore delle energie rinnovabili.

Nel portare a conoscenza questi fatti, si sollecitano le istituzioni scientifiche, le associazioni di categorie e tutti gli interessati ad esprimere una forte giudizio critico sulla scelta della Regione Sardegna di sostanziale rinuncia alla realizzazione, sul proprio territorio, di impianti che prevedano l'utilizzo dell'energia solare a concentrazione.

Bruno D'Aguanno

domenica 30 ottobre 2011

Rapporti tra ricerca, tecnologia e applicazioni industriali nel campo dell'energia solare concentrata

solare termodinamico cagliari Il fisico Bruno D'Aguanno, responsabile del Programma Energie Rinnovabili del CRS4, il 9 novembre terrà un seminario sul tema: "Rapporti tra ricerca, tecnologia ed applicazioni industriali nel campo dell'energia solare concentrata". Cagliari, via Roma 253 (Sala Auditorium della Regione Autonoma della Sardegna) con inizio alle 11:00. Ingresso libero.
Abstract.
Il ruolo e la rilevanza della Tecnologia Solare a Concentrazione (CSP) nel panorama delle fonti energetiche rinnovabili è in crescita e il loro campo di applicabilità si fa via via più chiaro.
Queste condizioni sono il risultato degli sforzi congiunti di istituzioni pubbliche e organizzazioni non governative, centri di ricerca e imprese. Per restare al panorama italiano, un impianto CPS da 50 MW, dotato di specchi parabolici lineari, e oli minerali come fluido vettore, e con sali fusi per l'immagazzinamento del calore è in procinto di essere realizzato in Sardegna. Sempre nell'isola è in costruzione un dimostratore con fluido vettore a gas e un sistema innovativo per l'accumulo del calore. Altre installazioni a specchi parabolici lineari e sali fusi, finanziate dall'ENEA, sono in costruzione in Sicilia.
La crescita del CSP sta determinando il passaggio da un mercato fortemente sostenuto dalle istituzioni a un mercato competitivo e economicamente autosufficiente. Nel corso del seminario, tramite una rappresentazione schematica dei diversi sistemi, saranno illustrate le varie declinazioni della tecnologia CSP per la produzione di energia elettrica, di calore per usi industriali, di carburanti solari e per la de-salinizzazione dell'acqua.

martedì 25 ottobre 2011

Al CRS4 nuove prospettive per le energie rinnovabili (Archimede Webzine)

crs4 energia Al CRS4 nuove prospettive per le energie rinnovabili (Archimede Webzine, 25 ottobre 2011)
Il 17 ottobre, nella sede del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), si è riunita la "Piattaforma Tecnologica Italiana Energia Solare a Concentrazione", costituita il 19 settembre. Alla riunione, organizzata dalla Direzione generale per l'Internazionalizzazione della Ricerca del MIUR in collaborazione con la Direzione scientifica dell'Associazione per i Servizi Innovativi e Tecnologici Assoknowledge (Confindustria) la Sardegna è rappresentata dal centro di ricerca CRS4 e dall'impresa Elianto (spin-off del CRS4), insieme a Almeco, Angelantoni Industrie, Archimede Solar Energy, CNR, Enel Green Power, Marcegaglia-IMAT, Riello, ST Microelectronics, Struttura Informatica, Tecnimont KT, Techint, Turboden CNR, Università degli Studi di Modena.
La Piattaforma, strutturata in due settori (Solare Termico a Concentrazione e Fotovoltaico a Concentrazione), si è riunita per definire le linee guida della ricerca italiana sulle energie solari a concentrazione, relativamente al periodo 2014-2020. La visione andrà a costituire, una volta integrata ai pacchetti di proposte derivanti dalle relative piattaforme tecnologiche, le linee guida italiane per la ricerca da presentare in sede comunitaria il prossimo 30 novembre. L'impegno del CRS4 in questo settore ha inizio nel 1999 quando fu coinvolto dal Centro Ricerche Fiat di Torino nella progettazione delle Fuel Cell, le Celle a Combustibile, pensate per alimentare l'auto elettrica, quando ancora rientrava nei progetti della casa torinese. Dopo pochi anni la Fiat abbandonò questa tecnologia ma il CRS4 ha proseguito sulla strada delle fonti rinnovabili, sviluppando conoscenze e esperienze. A quei tempi il Nobel per la Fisica Carlo Rubbia, allora presidente del CRS4, fu convinto sostenitore degli impianti solari per la desalinizzazione dell'acqua e dei sistemi di raccolta dell'energia solare basati sulla concentrazione (CSP). Su queste basi nel 2005 il CRS4 presentò una richiesta di finanziamento al Ministero della Ricerca per un progetto di un dimostratore solare termodinamico a concentrazione. Con questo progetto, avviato nel 2007, il CRS4, insieme a due imprese (RTM e SAPIO) a due dipartimenti di Ingegneria dell'Università di Cagliari e all'agenzia regionale Sardegna Ricerche, sta ultimando il corso di formazione per 30 laureati sardi, mentre la costruzione del dimostratore dovrebbe avvenire entro il 2012, nella zona industriale di Macchiareddu.
Questi argomenti saranno affrontati da Bruno D'Aguanno, responsabile del Programma Energie Rinnovabili del CRS4, nel corso di un seminario in programma il 9 novembre alle 11.00 nella Sala Auditorium di Via Roma 253, a Cagliari. "Questa è la prima volta - spiega Bruno D'Aguanno - che l'Italia si presenterà all'elaborazione delle linee guida dei Programmi Quadro europei con un programma strutturato e con una visione di sistema".
Quali sono le attese?
"Da questa operazione ci si aspetta di ottenere un congro ritorno in termini progettuali, in grado di invertire la tendenza che vede l'Italia perennemente nelle ultime posizioni tra i paesi europei con progetti finanziati dai Programmi Quadro".
Quali sono i punti qualificanti della visione italiana sull'energia solare a concentrazione?
"Questa visione, che è basata sia sul fotovoltaico che sul termico, prevede lo sviluppo di sperimentazioni per l'alta temperatura, principalmente torri solari, l'ibridizzazione, i sistemi di piccola taglia, con potenze fino ai 5 MW, e l'integrazione negli edifici, anche di pregio, del fotovoltaico a concentrazione".
In quale settore si colloca la Sardegna?
"I lungimiranti sforzi di ricerca effettuati dal CRS4 e dall'Enea nei tempi in cui erano guidati dal Nobel Rubbia, degli investimenti nella tecnologia del solare concentrato di un industriale illuminato come Angelantoni, ma anche Enel e Enea che, congiuntamente, hanno realizzato l'impianto a sali fusi di Priolo, in Sicilia. È il settore dell'alta temperatura, che si traduce in aumento di efficienza e di forte abbattimento dei costi delle tecnologie, è il settore in cui l'Italia detiene la leadership a livello europeo".
Con quali fondi?
"Qui sta la nota dolente. L'operazione, pur lodevole, si fonda su un'amara constatazione: le casse dei ministeri preposti all'incentivazione di ricerca e innovazione sono vuote. Quindi l'unica strada percorribile è quella europea".

Andrea Mameli
Ricercatore Energie Rinnovabili, CRS4

mercoledì 12 ottobre 2011

Il CRS4 partecipa alla costituzione della Piattaforma tecnologica italiana sul Solare a concentrazione

Lunedì 19 settembre 2011 il fisico Bruno D’Aguanno, direttore del Programma Energie Rinnovabili del CRS4, ha partecipato alla costituzione della Piattaforma tecnologica italiana sull’Energia Solare a Concentrazione, insieme alle principali imprese del settore energetico, e alle Università e centri di ricerca coinvolti attivamente in questo campo.
L'organismo, la cui denominazione estesa è "Piattaforma Tecnologica Italiana per l’armonizzazione della Rappresentanza degli interessi italiani in Europa nel Settore dell’Energia Solare a Concentrazione", ha come obiettivo principale ottimizzare le azioni da intraprendere, in termini di costituzione di precise visioni energetiche future, per il ritorno degli investimenti di ricerca effettuati dall’Italia in ambito europeo. Attualmente il ritorno si attesta intorno al 50% mentre in altri Paesi la percentuale è molto più elevata.
La Piattaforma è un’aggregazione di rappresentanza, di salvaguardia e di indirizzo degli interessi italiani nel settore dell'Energia Solare a Concentrazione in ambito europeo e, vista la presenza del MIUR, si qualifica come rappresentanza unica e istituzionalmente riconosciuta. E’ aperta a tutti e si divide in due settori: il settore del Solare Termico a Concentrazione e il settore del Fotovoltaico a Concentrazione, ciascuno dei quali coordina le proprie componenti industriali e di ricerca. Il coordinamento generale della Piattaforma è affidato ad Assoknowledge, il coordinamento scientifico è affidato a Enel Green Power.
Entro la fine di ottobre, in seguito a tre momenti d’incontro e verifica, la Piattaforma produrrà un documento sulla visione italiana per il periodo 2014 - 2020, da sottomettere in sede comunitaria per l’elaborazione delle linee d’intervento e d’investimento sulla ricerca e sviluppo nell’ambito dell’Energia Solare a Concentrazione.
Nella Piattaforma la Sardegna è rappresentata dal Programma Energie Rinnovabili del CRS4, leader nella modellistica e negli sviluppi della ricerca sul solare termico a concentrazione, e dall’impresa Elianto, spin-off del CRS4, sviluppatrice di sistemi concentrazione con specchi di Fresnel. Bruno D’Aguanno, responsabile delle Energie Rinnovabili del CRS4, ha espresso il pieno sostegno all’iniziativa e concorda sulla necessità di avere un’unica rappresentanza istituzionale a sostegno delle iniziative italiane sull’Energia Solare a Concentrazione, sia a livello Europeo che a livello Italiano.
Il CRS4 ha altresì appoggiato la scelta di Enea come coordinatore delle istanze della ricerca e sviluppo, e quella di Archimede Solar Energy come coordinatore delle istanze dell’impresa. Si è espresso a favore di una rigida e inderogabile scaletta di incontri in modo da avere disponibile, per il 31 di ottobre, il documento di indirizzo dell’azienda Italia sugli sviluppi degli aspetti di ricerca, tecnologici e industriali dell’Energia Solare a Concentrazione per il periodo 2014 - 2020.
La riunione è stata organizzata dalla Direzione generale per l’Internazionalizzazione della Ricerca del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in collaborazione con la Direzione scientifica di Assoknowledge, l’Associazione di per i Servizi Innovativi e Tecnologici di Confindustria.

IMPRESE ADERENTI AL MOMENTO DELLA FONDAZIONE DELLA PIATTAFORMA

Almeco, Angelantoni Industrie, Archimede Solar Energy, CESI S.p.A., Elianto, ENEL Green Power, Maercegaglia-IMAT, Magaldi, Riello, Ronda High Tech, ST Microelectronics S.r.l., Struttura Informatica, TECNIMONT KT, TECHINT, Turboden.


UNIVERSITA’ E CENTRI DI RICERCA ADERENTI AL MOMENTO DELLA FONDAZIONE DELLA PIATTAFORMA
ENEA, CNR: Istituto di Elettrochimica, Istituto di Ottica, CRS4, Università degli Studi di Firenze, Università degli Studi di Modena.


ASSOCIAZIONI / ENTI / FONDAZIONI ADERENTI AL MOMENTO DELLA FONDAZIONE DELLA PIATTAFORMA
APRE, Assoknowledge, ANEST, Fondazione Bruno Visentini.

mercoledì 31 agosto 2011

The Italian CSP supply chain; the new frontiers of hybridization. ZeroEmision 2011

ZeroEmission 2011 - The italian CSP
Session Chair: Vittorio Brignoli (RSE)

14.30-14.50 Opening of the session and introduction by the Chair
A regional distribution scenario of CSP power plants in Italy according to the Action Plan for Renewable Energies issued on 2010
Vittorio Brignoli (RSE)

14.50-15.10 CSP in Sardinia: research, development, applications
Bruno D’Aguanno (Crs4)

15.10-15.30 Massimo D'Aiuto (Simest)

15.30-15.50 The FREeSUN Project
Antonio Toro (F.E.R.A.)

16.00-17.30 Roundtable: "Responses from the Italian CSP industry"
Invited speakers:
- Mauro Zenobi (Angelantoni Industrie)
- Marco Baresi (Turboden)
- Fabrizio Bizzarri (Enel Green Power)
- Luciano Lucatello (Reflex)
- Andrea Petrelli (Toto)
- Giancarlo Spotti (Marcegaglia)

17.30 Conclusions